13 Settembre 1922: 100 anni dalla grande Catastrofe

Fino alla distruzione di Smirne, in città vivevano 270.000 persone, di cui 140.000 greci, 80.000 turchi musulmani, 20.000 ebrei e 12.000 armeni.
Gyaur Izmir, la “fedele” Smirne, come la chiamavano i turchi, il 13 Settembre 1922 perì tra le fiamme…

Il 13 settembre 1922 nella città di Smirne, situata nella regione dell’Egeo Centrale, ebbe inizio una immane tragedia, definita <<Catastrofe di Smirne>>, una vera e propria strage nei confronti di ebrei, Greci, Armeni e tutte le altre minoranze presenti in questo luogo.

I fautori di questa catastrofe? L’esercito turco. Il motivo? Smirne, dopo la prima guerra mondiale era stata “assegnata” alla Grecia in quanto alleata, all’epoca, degli Stati vincitori della Guerra; vantava, inoltre, su una popolazione di 270.000 persone, circa 140.000 greci.

Ma Mustafa Kemal Ataturk, come vedremo più avanti, era fermamente deciso a voler far si che, a Smirne, ci fosse solo ed esclusivamente popolazione turca, non curante del fatto che, popoli come greci, armeni ed ebrei erano presenti da secoli su quel territorio.

La catastrofe di Smirne: La storia

Foto credit:


Ma facciamo prima un salto nella storia della città, in modo da capire chi e cosa era Smirne prima del fatidico 13 Settembre 1922!

Smirne in greco, significa mirra, perché essa cresce nei paraggi di questa città che si affaccia sul Mar Egeo.


Un’antichissima città, ma con una storia decisamente burrascosa; la città, infatti, durante la sua storia, ha subito diverse occupazioni.

E’ passata dagli Ittiti, che furono i primi a conquistarla, per poi essere presa d’assalto dai Persiani; poi il grande Alessandro Magno riuscì a riappropiarsene, grazie alla sua audacia. Col passare del tempo, e con l’avvento dell’Impero Romano, Smirne fu conquistata e ricostruita dai Romani stessi, dopo un grande terremoto che la rase al suolo.

I Romani passarono il testimone all’Impero Bizatino, che ne tennero il controllo fino all’anno Mille; successivamente, fu presa anche dai Genovesi per poi tornare sotto il dominio ottomano.


Sotto il periodo ottomano, la città divenne un polo multiculturale; l’incrocio di tante dominazioni aveva reso Smirne un luogo ricco di cultura, ricco di tante etnie e in grado di vedere il confronto di diversi popoli.

Smirne: Gli antefatti

Il trattato di Sèvres (1920), successivo alla Prima Guerra Mondiale, aveva assegnato Smirne alla Grecia, e fu proprio questa decisone che scatenò le ire dei Turchi, portando, ahimè, alla Grande Catastrofe.


Mustafa Akemal Ataturk, al comando in Turchia, non aveva affatto digerito questa decisione e, infatti, la guerra tra Turchia e Grecia continuò fino al 1922, con lo Stato ellenico che ne uscì sconfitto.


Purtroppo questo conflitto è passato alla storia per via di alcuni tra i più cruenti genocidi della storia, come quello degli Armeni e poi verso gli stessi Greci!

13 settembre 1922: lo scoppio dell’incendio

Catastrofe di Smirne: il grande incendio
Foto credit: mixanitouxronou.gr

Mustafà Kemal, insieme al suo esercito turco, la mattina del 9 Settembre 1922, occupò la città di Smirne e, pochi giorni dopo, esattamente il 13 settembre 1922, avvenne l’inizio della catastrofe di Smirne, con la città che fu travolta da un tremendo incendio.

L’ incendio, purtroppo, portò alle solite conseguenze, fatte di saccheggi, anarchia e popolazioni “non gradite” in fuga. I popoli delle minoranze, soprattutto quella greca e armena, riuscirono a imbarcarsi sulle navi e fuggire, accolti dalla Grecia.


Purtroppo, non tutti ebbero questa fortuna, infatti, durante la Catastrofe di Smirne, anche una volta cessato l’incendio, l’esercito turco si scagliò pesantemente e prepotentemente contro Armeni e Greci ancora presenti sul territorio.

Crisostomo di Smirne

Catastrofe di Smirne: metropolita ortodosso Crisostomo di Smirne, mutilato brutalmente dai turchi
Foto credit: mudanya.gen.tr


Il metropolita ortodosso Crisostomo di Smirne (al secolo Chrysostomos Kalafatis, dichiarato martire e santo della Chiesa ortodossa orientale dal Santo Sinodo della Chiesa di Grecia il 4 novembre 1992), dopo la sconfitta e la ritirata dell’esercito ellenico nell’agosto 1922, rifiutò l’offerta di lasciare la città e decise di restare.

Questa scelta gli costò molto cara perché quando l’esercito turco entrò a Smirne, la mattina del 9 Settembre fu catturato da quest’ultimi e portato al cospetto del generale Nuredin, il quale, lo diede in “pasto” alla folla inferocita.

Qui la folla iniziò a maltrattarlo a picchiarlo fino a quando non fu trucidamente mutilato.

La Catasrofe: L’epilogo


L’incendio, atto iniziale della catastrofe di Smirne, distrusse, come già detto, tutta la parte storica, i quartieri dei greci e degli armeni, e anche le zone considerate neutre, dove risiedevano i non turchi di altre etnie.


Il numero di vittime fu tremendamente consistente, con 30.000 persone morte tra incendio, annegamenti per disperazione e fucilazioni da parte dei turchi.


La catastrofe di Smirne è uno dei più ignobili gesti perpetrati a sfondo razziale durante il primissimo periodo successivo alla “Grande Guerra”, che sembrava non aver insegnato nulla all’essere umano.
Fortunatamente un ingente numero di persone riuscì a salvarsi, rifugiandosi, soprattutto in Grecia.


I turchi riuscirono ad ottenere ciò che si erano prefissati, ovvero “liberare” (se liberare si vuol dire” Smirne da qualsiasi altra etnia e renderla esclusivamente turca.
Questo atto, è l’ennesima dimostrazione di come, a volte, la mente umana sia davvero incomprensibile: capriccio di pochi, costato la vita a più di 30.000 persone.


Dalla catastrofe di Smirne riuscirono a fuggire 250.000 cristiani, sia smirnioti che altri greci arrivati in città da altre zone per fuggire dal fronte della guerra, insieme ad armeni ed altri.


In seguito alla devastazione le popolazioni cristiane abbandonarono la città e la maggior parte di esse si rifugiò in Grecia.
Smirne, purtroppo, dopo la catastrofe, non fu mai più la stessa!

«Circa un milione e mezzo di profughi dell’Asia minore trovò riparo in Grecia, Paese abitato allora da cinque milioni di abitanti, e lasciò un’impronta indelebile sulla cultura, la politica e la musica dello Stato greco. Bisogna tramandare la storia di una comunità che ha rischiato di sparire con le fiamme. Vogliamo che questa vicenda non venga dimenticata, per evitare che accada di nuovo. Soprattutto ora, in un momento in cui i rapporti tra Grecia e Turchia, storicamente difficili, hanno raggiunto un nuovo picco di tensione».

Giorgos Archontakis, presidente dell’Unione degli Smirnei

Sebbene da quasi ogni angolo della città è stata oggi cancellata qualsiasi traccia della presenza greca, non si può certo dire che la Turchia contemporanea abbia chiuso i conti con il passato!

Se per la Grecia, e non solo, questo giorno lo si ricorda con molto dolore e rammarico, per il fronte Turco , invece, è un giorno da “festeggiare” tanto che lo stesso Erdogan, in un discorso sulle isole greche situate a poche miglia dalle loro coste (che tanto vorrebbe “conquistare”) ha detto: <<Grecia, ricorda Smirne>>.

Su cosa volesse intendere credo che non ci sia da aggiungere altro!

You may also like

8 commenti

  1. Ricordavo vagamente qualcosa a proposito di questa battaglia e grazie al tuo articolo ho ripreso un passo storico di notevole importanza. Hai fatto bene a mettere nero su bianco le tue considerazioni e soprattutto le frasi di chi Si è prodigato e continua a impegnarsi per il benessere di questa nazione.

  2. Avevo letto di questa vicenda, ma sinceramente non avevo idea delle proporzioni della tragedia. Questi genocidi sono sempre molto tristi, uno strappo nella coscienza di chiunque.

  3. L’ennesimo esempio di come l’uomo, in generale, non fa altro che fare disastri.
    Bellissimo articolo, storia davvero che dovrebbe far riflettere…grazie mille

  4. Brava Tamara che ci fai conoscere anche questi eventi storici legati alla tua amatissima Grecia. Mai dimenticare la storia.

  5. Sapevo del genocidio degli armeni compiuto dai Turchi, di cui mai si parla, ma non sapevo niente di questa catastrofe nella città di Smirne. Forse sarò politicamente scorretta, ma perché si commemorano le vittime dell’Olocausto, e mai si parla di questi altri genocidi?

Rispondi