A spasso per la Macedonia: alla scoperta di una Grecia dal sapore invernale

So benissimo che stai pensando al tuo prossimo viaggio estivo in Grecia, ti vedo lì, navigare su internet alla ricerca di qualche spunto; ma dimmi un po’…perché aspettare un anno intero quando è possibile intraprendere un magnifico viaggio anche in inverno? Come dici? Non hai idea di cosa fare? Eccomi qui, a darti una super […]

So benissimo che stai pensando al tuo prossimo viaggio estivo in Grecia, ti vedo lì, navigare su internet alla ricerca di qualche spunto; ma dimmi un po’…perché aspettare un anno intero quando è possibile intraprendere un magnifico viaggio anche in inverno?

Come dici? Non hai idea di cosa fare? Eccomi qui, a darti una super idea sulla Grecia in inverno!

L’inverno nel nord della Grecia ha un fascino diverso, fatto di montagne innevate, città animate e villaggi che profumano di camino acceso. Questo itinerario invernale nella regione della Macedonia greca inizia da Salonicco, la città più importante dell’antica Macedonia e oggi cuore culturale del nord del Paese, per poi risalire lentamente fino ai confini con la Macedonia del Nord.

Grecia in inverno: da Salonicco ai confini del Nord

Salonicco

Colazione a Salonicco con il tradizionale koulouri greco ma al formaggio davanti alla Torre Bianca, simbolo della città e tappa imperdibile in un itinerario invernale nella Grecia del nord.

Salonicco è il capoluogo della Macedonia Centrale ed è la seconda città più grande della Grecia, ed è proprio da qui che il nostro tour invernale in Grecia ha avuto inizio.

Dal momento che la maggior parte delle persone che viaggia in Grecia, in genere, considera solo Atene e le isole, io, come al mio solito, ho voluto intraprendere questo viaggio per dare, a te che mi segui e mi leggi con entusiasmo e curiosità – o almeno spero – , la possibilità di farti scoprire posti nuovi, posti non battuti dal turismo di massa…una Grecia vera ed autentica!

Salonicco non è solo una metropoli moderna e vivace, ma un luogo dove il passato e il presente convivono in ogni angolo: le mura bizantine, i mercati coperti, le taverne affacciate sul mare e la Torre Bianca che domina il golfo. Da qui parte un viaggio che attraversa città, laghi e villaggi di montagna, seguendo un ritmo lento, quello che solo la Grecia in inverno sa offrire.

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Veria e Museo delle Tombe Reali di Vergina

Lasciata Salonicco la strada si inoltra verso ovest tra campi e colline fino a Veria, una tappa che per noi è stata più che altro strategica: punto ideale per raggiungere Vergina, distante appena una ventina di minuti.

Devo ammettere che Veria non mi ha lasciato un ricordo particolarmente forte. A volte succede: non tutti i luoghi riescono a trasmettere qualcosa, e come sempre nel viaggio, le impressioni restano soggettive. C’è chi di una città ricorda un profumo o un colore, e chi invece la attraversa senza trovarvi molto di sé, eppure, anche se non mi ha conquistata del tutto, Veria ha comunque il suo perché. È una città comoda, viva, con un centro piacevole da esplorare a piedi, soprattutto attorno alla piazza Eleftherias e al pittoresco quartiere ebraico di Barbouta, dove antiche case in legno e pietra si affacciano sul fiume Tripotamos, creando scorci che raccontano la lunga storia multietnica della città.

Il vero motivo per fermarsi qui, però, è senza dubbio Vergina, l’antica Aigai, prima capitale del regno di Macedonia e luogo di sepoltura dei re macedoni. Il Museo delle Tombe Reali di Vergina è, a mio avviso, uno dei più belli e sottovalutati di tutta la Grecia.
Costruito interamente sotto un grande tumulo, custodisce un tesoro inestimabile: la tomba attribuita a Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno, e il suo corredo funebre, tra cui il celebre scrigno d’oro decorato con la stella macedone. L’atmosfera è unica — buia, silenziosa, quasi sacrale — e la sensazione è quella di camminare nella storia, sotto la terra che per secoli ha protetto uno dei luoghi più affascinanti dell’antichità.

Per saperne di più:

Veria forse non mi ha lasciato un grande ricordo, ma Vergina sì. E anche solo per questo, la deviazione merita assolutamente.

Grevenà

Scultura in legno a forma di fungo nel centro di Grevenà, città della Macedonia occidentale in Grecia, famosa per i suoi funghi e perfetta tappa di un itinerario invernale nella Grecia del nord.

A volte i luoghi migliori si scoprono per caso. Così è stato con Grevená, una piccola cittadina montana nel cuore della Macedonia greca, dove siamo capitati quasi per errore durante un viaggio invernale, quando un piccolo problema al camper ci ha costretti a fermarci. Quella che doveva essere solo una sosta tecnica si è trasformata in una delle nostre tappe preferite — tanto che oggi, ogni volta che siamo di passaggio, troviamo sempre una scusa per tornare.

Grevená non è solo conosciuta come il “villaggio dei funghi” (το χωριό των μανιταριών): è considerata a tutti gli effetti la capitale dei funghi in Grecia, e non è un’esagerazione.
I funghi fanno parte dell’identità stessa del luogo: sono una vera e propria cultura locale, un marchio di fabbrica che attira migliaia di visitatori durante tutto l’anno. In città non è raro imbattersi in sculture di funghi sparse qua e là, sui marciapiedi o nelle piazze, quasi come piccoli promemoria che ricordano a chi arriva che qui i funghi non sono solo un ingrediente, ma un simbolo.

Amanti dei funghi, qui sarete in paradiso!
Nei boschi che circondano Grevená crescono oltre 1.200 specie diverse, molte delle quali rare o endemiche. In autunno e in inverno, l’aria profuma di terra bagnata, legna bruciata e sottobosco. Le taverne locali celebrano questa ricchezza con piatti semplici ma autentici: zuppe di funghi selvatici, pita ai funghi, salsicce con funghi trifolati e persino un curioso liquore ai funghi (da provare almeno una volta!).

Il centro cittadino è piccolo ma accogliente, con piazzette lastricate, kafeneia sempre animati e botteghe di prodotti tipici dove si possono acquistare funghi essiccati, formaggi, miele e spezie. Durante il periodo natalizio, la città si riempie di luci e profumi, creando un’atmosfera calda e familiare che contrasta con il freddo delle montagne circostanti.

Kastoria

Panorama invernale di Kastoria, incantevole città della Macedonia occidentale in Grecia, affacciata sul lago Orestiada e circondata da montagne innevate, tappa imperdibile in un itinerario invernale in Grecia.

A poco più di due ore da Salonicco si trova Kastoria, la città lagunare situata a nord della Macedonia, posta su di un un promontorio, sulla sponda occidentale del lago Orestiada, all’interno di una valle circondata da montagne calcaree.

Kastoria è nota per le sue numerose chiese bizantine, l’architettura di epoca bizantina e ottomana, l’industria delle pelli e le trote.

Essa offre molte attrazioni e luoghi da visitare, ma noi, purtroppo, non abbiamo avuto modo di visitare nulla perché eravamo lì il primo dell’anno…è festa anche per loro!

Perciò, abbiamo trascorso la giornata facendo lunghe passeggiate intorno al lago, incontrando lungo il nostro cammino tantissime paperelle (ti lascio immaginare come erano contente Athena ed Aurora), e visitando il minuscolo ma scenografico villaggio di Mavrochori, situato sulla sponda opposta di Kastoria.

Giunta la sera, abbiamo fatto un salto al piccolissimo mercatino di Natale presente all’entrata della città, ed è stato bello mescolarsi con la vita quotidiana degli abitanti.

Un’altra cosa che mi sarebbe piaciuto visitare è l’eco-museo della preistoria di Dispilio, un posto che, a mio avviso, è molto interessante soprattutto perché è unico nel suo genere in Grecia.

Nymfaio e gli orsi di “Arcturos”

Taverna tradizionale nel pittoresco villaggio di Nymfaio, decorata per le feste invernali. Le stradine lastricate e le case in pietra rendono Nymfaio una delle mete più affascinanti da visitare in Grecia in inverno, tra camini accesi, cibo locale e accoglienza autentica.

Quando viaggiamo con le piccole, andiamo sempre alla ricerca di luoghi che siano interessanti non solo per noi adulti ma anche per loro, in modo che non si annoino, ed è per questa ragione che un’altra tappa di questo itinerario in Macedonia è stato il caratteristico villaggio montano di Nymfaio.

Nymfaio è stato per noi una rivelazione, un piacere per gli occhi, sembra quasi uscito da una fiaba per bambini; non a caso è inserito nella lista dei 10 borghi più belli d’Europa.

Piccolino ma maestoso, costruito tutto in pietra, a Nymfaio spiccano vecchi palazzi ben conservati, stradine pedonali acciottolate che attraversano l’intero villaggio, chiese, ed una piazzetta, che rendono lo scenario davvero unico. 

Ma la vera chicca, qui, è il santuario degli orsi “Arcturos” (Αρκτούρος), un’esperienza unica, soprattutto se si viaggia con bambini — e che, naturalmente, abbiamo vissuto anche noi.

Orso bruno nel Santuario Arcturos di Nymfaio, una tappa speciale dell’itinerario in Macedonia durante la Grecia in inverno. Un luogo immerso nei boschi dove vengono protetti e riabilitati gli orsi salvati, simbolo del legame profondo tra natura e tradizione del nord della Grecia.

Edessa

Le cascate di Edessa, la città delle acque, tappa imperdibile dell’itinerario in Macedonia durante la Grecia in inverno. L’imponente cascata che scende nel cuore della città regala uno spettacolo naturale unico, tra rocce, vegetazione rigogliosa e passerelle panoramiche.

Proseguendo il nostro itinerario invernale nella Macedonia greca, abbiamo lasciato Nymfaio e siamo arrivati fino a Edessa, conosciuta come “H πόλη των νερών“, la città delle acque. È una tappa che non può mancare: una piccola perla nascosta in un angolino della Macedonia Centrale dove l’acqua è protagonista assoluta.

Già all’ingresso della città si percepisce il suo ritmo tranquillo, scandito dal suono costante dei ruscelli e delle cascate che scorrono letteralmente in pieno centro. Edessa è l’unica città della Grecia dove puoi passeggiare tra negozi e taverne e, girato l’angolo, trovarti davanti al fragore dell’acqua che precipita nel vuoto. Le cascate di Karanos, alte 70 metri, sono uno spettacolo impressionante anche d’inverno, quando la nebbia e il vapore creano un’atmosfera quasi magica.

Oltre alle cascate principali, un sentiero ben segnalato porta alle piccole cascate più nascoste e ad un punto panoramico da cui si ammira tutta la pianura macedone, che in inverno si colora di sfumature fredde e argentee.

Per gli amanti delle curiosità (e per far felice Athena, che non si perde mai un’occasione di scoprire qualcosa di nuovo), vale la pena visitare l’Acquario-Rettilario: un piccolo spazio didattico con serpenti, lucertole e tartarughe, sia endemiche che esotiche, all’interno di gabbie che garantiscono la massima sicurezza…Io, lo ammetto, l’ho visitato più per dovere che per piacere!

Molto più nel mio stile invece il Museo del Mulino ad Acqua, situato in un antico edificio restaurato. Qui si scopre come l’acqua di Edessa fosse, in passato, la forza motrice della città: faceva girare mulini, frantoi e telai. Il museo è immerso in un parco rigoglioso, con ponticelli di legno e canali che scorrono sotto gli alberi — un luogo perfetto per una passeggiata tranquilla anche nelle giornate più fredde.

Da non perdere infine il quartiere di Varósi, il più antico della città, miracolosamente sopravvissuto alle distruzioni della Seconda Guerra Mondiale. Le sue case tradizionali in pietra e legno, le stradine acciottolate e le piccole chiese bizantine offrono uno sguardo autentico sulla Macedonia di un tempo. Passeggiare qui, magari con una tazza di the caldo di montagna tra le mani, è come fare un salto indietro nel tempo.

Edessa è una tappa breve ma intensa, un luogo dove natura e storia si intrecciano in modo unico, e soprattutto, è la prova che l’inverno in Grecia non è solo mare e isole, ma anche acqua, pietra e silenzio.

Florina

Da Edessa la strada scende dolcemente tra curve e panorami di montagna fino a Florina, una cittadina che la prima volta non ci aveva accolto nel migliore dei modi. Ricordo ancora quella mattina: una fitta nebbia avvolgeva tutto, e sembrava di essere finiti a “Silent Hill“; le luci dei lampioni tremolavano nell’umidità sospesa e il fiume Sakoulevas, che attraversa il centro, scorreva lento e invisibile sotto un velo di nebbia.

Eppure qualcosa ci ha spinti a tornare, e da allora siamo tornati ancora, e ancora, e ancora. Ormai Florina è una tappa fissa almeno tre volte l’anno, anche per la sua posizione comoda: vicina al confine con la Macedonia del Nord e perfetta per rientrare, poco a poco, verso Trieste. Non sarà la città più bella della Grecia, ma a mio avviso ha comunque il suo perché: un fascino discreto e autentico, di quei luoghi che non cercano di piacere, ma che finiscono per conquistarti lo stesso.

Il lungofiume del Sakoulevas è il cuore di Florina. Passeggiare lungo la riva, tra gli alberi e le vecchie case in pietra, è una delle cose più piacevoli da fare qui. È una zona vivace ma tranquilla, con piccoli kafeneia, gallerie d’arte e botteghe locali. Il fiume accompagna la vita quotidiana della città: studenti che chiacchierano, anziani che sorseggiano il caffè, e gatti che dormono sui muretti riscaldati dal sole invernale.

Il mercato comunale è una tappa obbligata: qui facciamo sempre scorta dei famosi peperoni di Florina, dolci e carnosi, e della salsiccia locale, che per me è la più buona di tutta la Grecia. Le bancarelle sono un’esplosione di colori e profumi — verdura, olive e bottiglie di tsípouro artigianale.

Dopo il mercato, il momento migliore è sedersi in uno dei tanti kafeneia del centro e ordinare un bicchierino di tsípouro accompagnato da mezedes — tutto per appena tre euro!

E poi c’è Genteki, la piccola taverna, a conduzione familiare, del nostro amico Giorgos, un posto che consiglio a chiunque passi da Florina. È minuscola, con pochissimi tavoli e una cucinetta a vista, da cui escono profumi irresistibili. Il menù è scritto a mano solo in greco, ma niente paura perchè Giorgos è gentilissimo e sempre pronto ad aiutarti a scegliere ed eventualmente a tradurre in inglese. Un pranzo o una cena da Genteki è assolutamente da non perdere: piatti semplici, autentici e cucinati con amore.

Interno della taverna Genteki a Florina, una tappa imperdibile del nostro itinerario in Macedonia durante la Grecia in inverno. Ambiente accogliente con mattoni a vista, insegna “Slow Food” e cucina tradizionale greca, simbolo dell’ospitalità autentica del nord della Grecia.

Florina, con la sua atmosfera lenta, il lungofiume Sakoulevas, i mercati, i kafeneia e la sua gente, è una tappa che non può mancare in un itinerario in Macedonia greca. È una di quelle città che all’inizio ti spiazzano, ma poi ti entrano dentro piano piano — fino a diventare casa.

Dove dormire a Florina

  • Lingos Hotel: situato a soli pochi passi dal centro (via Tagmatarchou Naoum 1), questo hotel offre camere in posizione centrale e colazione inclusa.
  • Hotel Hellinis: un’opzione più economica e spartana, ma comunque pulita e accogliente, in via Pavlou Mela 31.
  • Filareti Hotel: tra le scelte più economiche ancora, molto semplice, ma con le basi (Wi-Fi, pulizia) e tariffa che parte da cifre molto contenute.

Lago Prespa – Psarades

Veduta panoramica del villaggio di Psarades sul lago Prespa, tappa suggestiva del nostro itinerario in Macedonia durante la Grecia in inverno. Case in pietra con tetti rossi affacciate sull’acqua e le montagne innevate sullo sfondo creano un paesaggio autentico e silenzioso, tipico del nord della Grecia.

Con Florina ormai alle spalle, la strada si arrampica tra curve e panorami spettacolari lungo le pendici del Monte Vitsi. Niente pianure, niente colline: solo montagna. Speravamo di trovare la neve, ma niente da fare — sono stata sfortunata. L’unica che si intravedeva, e nemmeno molta, era quella dello ski center di Pisoderi, poco distante.

Quando finalmente appare il Lago Prespa, l’emozione è difficile da descrivere: un’enorme distesa d’acqua che riflette il grigio del cielo e le montagne innevate oltre confine, un luogo che sembra ai margini del mondo. Psarádes, l’ultimo villaggio greco prima della frontiera, adagiato sulle rive del Grande Prespa, quel giorno era quasi deserto: tutti erano raccolti nella chiesa per la funzione delle “Ta Fóta“, l’Epifania ortodossa.

Poco dopo, il suono delle campane ha rotto il silenzio. Gli abitanti, insieme al papàs (sacerdote), si sono riversati in processione lungo le sponde del lago, portando con sé croci, icone e candele accese; il vento muoveva appena l’acqua, mentre il papàs, arrivato alla riva, dopo un’altra brevissima funzione, ha gettato la croce nel lago. Ed ecco che alcuni giovani coraggiosi si sono tuffati nelle acque gelide per recuperarla, tra gli applausi e le preghiere della gente.

Dopo il lancio della croce e la benedizione del “vincitore”, tutti si sono rifugiati nei piccoli kanefenia del villaggio per riscaldarsi, e noi insieme a loro. Sui tavolini comparivano bicchierini di tsípouro accompagnati da un piattino di mezedes, oppure tazze di caffè ellinikó servite con un pezzo di karidopita o di vasilopita appena tagliata. Le finestre appannate, le voci basse, le risate che si mescolavano al profumo del dolce: era il calore della comunità che, per un giorno, si stringeva attorno al lago, e proprio in momenti come questo che capisci cosa significa viaggiare in Grecia in inverno: non vacanza, ma incontro. Non mare e ombrelloni, ma lentezza, rituali e tradizioni che resistono al tempo.

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4 risposte

  1. Lo sai che questo itinerario mi stuzzica tantissimo, ne avevamo già parlato insieme. Peccato che mi devo fare la strada da Igoumenitsa per arrivarci, non avendo voli su Salonicco! Comunque concordo pienamente con te, la Grecia non è solo per l’estate!

  2. Ciao Tamara, mia cognata è originaria proprio di un paesino vicino Salonicco e ho avuto modo di girare la zona che mi è piaciuta moltissimo. Ci sono molte escursioni da fare.

  3. Devo dire che è un itinerario interessante, bello sapere che la Grecia anche in inverno non perde il suo fascino, lo tengo presente per un viaggetto durante le vacanze natalizie.

  4. Queste zone sono a me sconosciute ma mi piacerebbe tanto fare un on the road alla scoperta della loro storia e delle loro usanze. In inverno per me è difficile ma sicuramente un giorno ci andrò!

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