Viaggio nel Cuore del Peloponneso: Scopri il Trenino a Cremagliera

Se stai cercando cosa fare nel Peloponneso che unisca natura, storia e un pizzico di avventura, salire sul treno a cremagliera Diakoptò-Kalavryta, conosciuto come Odontotos, è un’esperienza che resta nel cuore.   Durante il nostro on the road nel Peloponneso, Diakoptò, la nostra prima tappa, ci ha accolti con la sua calma da villaggio costiero, […]

Se stai cercando cosa fare nel Peloponneso che unisca natura, storia e un pizzico di avventura, salire sul treno a cremagliera Diakoptò-Kalavryta, conosciuto come Odontotos, è un’esperienza che resta nel cuore.  

Durante il nostro on the road nel Peloponneso, Diakoptò, la nostra prima tappa, ci ha accolti con la sua calma da villaggio costiero, e prima di partire per la nuova avventura ci siamo concessi una colazione lenta, in un bar proprio di fronte alla piccola stazione ferroviaria. 

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Era una mattina di fine giugno, quando il caldo ancora non punge e le spiagge non sono ancora invase dai turisti…

Odontotos: il trenaki delle meraviglie 

Attraversando la suggestiva gola di Vouraikòs che collega Diakoptò a Kalavryta
Passando nelle rocce scavate della gola di Vouraikòs

Il protagonista della giornata è l’Odontotos, un trenino a cremagliera unico in Grecia e tra i più stretti al mondo: il suo scartamento è di soli 75 centimetri. I lavori iniziarono nel lontano 1889 e dopo sette anni, il 10 marzo 1896, venne inaugurata questa linea ferroviaria che oggi è considerata un capolavoro di ingegneria e una testimonianza storica viva. 

Il treno parte dalla stazione di Diakoptò ed in circa un’ora percorre 22 km attraversando paesaggi spettacolari e ambienti completamente diversi: dalle zone marine alle gole profonde del Vouraikós, fino ai 750 metri di altitudine di Kalavryta. Durante il tragitto, l’Odontotós attraversa 49 ponti, entra in strette gallerie scavate nella roccia e costeggia canyon, cascate e falesie mozzafiato. 

Una volta partiti, il paesaggio cambia rapidamente. Il trenino si addentra nella Gola del Vouraikós, seguendo il corso del fiume omonimo, che tra rocce, vegetazione e anse scavate dall’acqua ha creato uno degli ambienti naturali più spettacolari della Grecia continentale. Le piccole cascate, il rumore dell’acqua che corre accanto ai binari, i passaggi stretti tra le pareti rocciose: tutto contribuisce a creare un’atmosfera incantata. 

Lungo il percorso, la velocità cambia a seconda del terreno. Sulle tratte pianeggianti si viaggia a 30–40 km/h, ma nelle sezioni più ripide, dove entra in funzione la cremagliera, il treno rallenta fino a 6–15 km/h, dando il tempo di godersi ogni scorcio. 

Il treno effettua alcune fermate intermedie. Tra le prime ci sono Niamata e Triklia, piccoli borghi seminascosti tra i pini. Ma il vero gioiello si trova a metà percorso: la stazione di Kato Zachlorou, immersa nel verde e ai piedi di una parete rocciosa. Da qui parte un sentiero che conduce al Monastero della Grande Grotta (Mega Spilaio), incastonato nella roccia come un nido d’aquila, visitabile in pochi minuti a piedi. 

Fermata intermedia del treno a cremagliera Diakoptò-Kalavryta presso la stazione di Kato Zachlorou
Fermata alla stazione di Kato Zachlorou

Questa zona è perfetta anche per fermarsi a metà percorso, magari per una passeggiata o un caffè con vista sulla gola, prima di proseguire verso l’altopiano. 

A piedi lungo il sentiero E4 

Quello che molti non sanno è che lo stesso tragitto può essere fatto anche a piedi. Il sentiero escursionistico E4, ben segnalato, costeggia i binari e un tempo era usato dagli abitanti locali per spostarsi tra i villaggi. Oggi è frequentato da camminatori, greci e stranieri, provenienti da tutto il mondo, in cerca di silenzio, ombra e frescura. Il passaggio del treno accanto al sentiero rende l’esperienza ancora più suggestiva. 

Grazie ai lavori ferroviari, il percorso è ora più sicuro e percorribile, con scorci mozzafiato che si aprono tra la vegetazione. Se hai mezza giornata libera da potervi dedicare, questa è una delle escursioni più belle da fare nel Peloponneso

Kalavryta: storia e montagna 

Dopo un ultimo tratto in salita, il trenino si ferma sotto il villaggio di Kerpini, per poi raggiungere la sua destinazione finale: Kalavryta, borgo montano ricco di storia e memoria. Qui si respira un’aria diversa, più fresca, più alpina. Le case in pietra, le taverne, il silenzio dei monti tutto intorno: sembra quasi di essere in un altro paese. 

Kalavryta non è solo un punto d’arrivo, ma una tappa da vivere: è possibile visitare il museo della resistenza, la storica scuola trasformata in memoriale e assaggiare le specialità locali, come il miele di montagna, i formaggi e i piatti cotti nei forni di pietra. 

Cosa Fare a Kalavryta

Il villaggio è tristemente nota per uno degli episodi più tragici della Seconda guerra mondiale in Grecia. Il 13 dicembre 1943, l’esercito tedesco, in rappresaglia per un attacco partigiano, fucilò quasi tutti gli uomini del paese e distrusse il villaggio, bruciando case, scuole e la chiesa. 

Oggi, a testimonianza di quella ferita mai del tutto rimarginata, si può visitare: 

  • Il Museo dell’Olocausto, all’interno dell’edificio della vecchia scuola elementare, dove si trovano fotografie, oggetti personali, lettere, documenti ufficiali e una narrazione toccante dei fatti. 
  • La Collina di Kapi, poco fuori dal centro, dove avvenne l’eccidio: quì, il silenzio è totale, e il paesaggio sembra rispettarlo. 
  • Chiesa della Dormizione, simbolo di fede per la comunità di Kalavryta.

Ma Kalavryta non è solo dolore e memoria. È anche rinascita, resilienza, e un piccolo centro vivo, soprattutto nei mesi estivi o in inverno, quando diventa una delle mete sciistiche più frequentate del Peloponneso. 

Il centro pedonale è pieno di botteghe artigiane, forni che sfornano pane caldo e koulouri, negozietti di prodotti locali (formaggi, miele, liquori alle erbe), e taverne dove mangiare piatti della cucina tradizionale montanara: kokkinistó, agnello al forno, formaggi locali come la feta di Kalavryta e il graviera

Non mancano piccoli caffè accoglienti dove fermarsi a prendere fiato, magari con una bella fetta di galaktoboureko al Cafè “Entechno”, situato proprio di fronte al Museo dell’Olocausto.

Una sosta sotto il platano della memoria 

Dopo aver girovagato per le tranquille viuzze di Kalavryta, ci siamo fermati in Piazza Eleftherias, attratti dall’ombra generosa del grande platano secolare che troneggia al centro. Le sue fronde larghe offrivano un sollievo prezioso dal caldo di fine giugno, e tutto intorno – tra caffetterie, bambini in bicicletta e vecchietti al tavolo del kafeneio – sembrava regnare una calma silenziosa. 

Ma sotto questo platano non c’è solo ombra e pace. C’è memoria. 

È proprio qui, infatti, che durante l’occupazione nazista si sono consumate alcune delle pagine più buie della storia del villaggio.  Il 1° settembre del 1943, la piazza e il platano erano stati teatro di un atto terribile; il giovane Konstantinos Pavlopoulos, appena ventunenne, fu accusato di essere un sicario e impiccato pubblicamente dai nazisti proprio sotto quest’albero, davanti agli occhi degli abitanti, costretti ad assistere. 

Sedersi oggi sotto quelle fronde, con una limonata “lux” fresca tra le mani, è come vivere due tempi insieme: la dolcezza del presente e la ferita ancora aperta del passato. Myke ed io ci siamo scambiati uno sguardo silenzioso, mentre una brezza leggera faceva frusciare le foglie sopra di noi. Quel platano non è solo un albero. È un testimone vivente, un simbolo di dolore, ma anche di resistenza. 

E forse proprio per questo, oggi, sotto di lui c’è vita. Persone che ridono, che si abbracciano, che si godono un caffè. Perché Kalavryta non ha dimenticato – ma ha scelto di continuare a vivere, e di farlo con dignità. 

Dopo esserci dissetati sotto il platano di Piazza Eleftherias e aver respirato, anche solo per un attimo, la storia che quel luogo ancora custodisce, ci siamo diretti al Museo dell’Olocausto, decisi a visitarlo. Era uno dei motivi principali per cui avevamo scelto questa escursione a Kalavryta, e sapevamo che sarebbe stata una tappa importante, necessaria

Scultura commemorativa nel Cortile del Museo dell'Olocausto di Kalavryta
Scultura commemorativa Museo Olocausto

Ma una volta arrivati davanti al cancello, abbiamo trovato le porte chiuse. Quel giorno, come abbiamo scoperto poco dopo, in Grecia si votava: era il giorno delle elezioni!

Ci siamo guardati in silenzio, con un po’ di amarezza ma dentro di me ho fatto una promessa: tornerò a Kalavryta, e quella visita la farò perché entrare in quel museo non è solo un modo per conoscere la storia: è un dovere verso la memoria, verso le famiglie spezzate, verso un’intera comunità che ha vissuto l’indicibile. 

Se c’è una cosa che mi porto via da questa giornata, oltre ai paesaggi incantevoli e al lento respiro del trenino tra le montagne, è proprio questa consapevolezza: a Kalavryta non si può venire senza fermarsi davanti al suo dolore. Bisogna guardarlo in faccia, anche solo per un attimo. 

Un percorso che può essere anche al contrario, ma… 

Molti scelgono di fare il percorso al contrario, partendo da Kalavryta al mattino presto e scendendo verso Diakoptò. È un’opzione sicuramente valida, ma a mio avviso perderebbe un po’ della sua magia. 

Partire da Diakoptò significa salire lentamente dal mare verso la montagna, vedere il paesaggio trasformarsi chilometro dopo chilometro, sentire il treno farsi strada tra gole strette, tunnel scavati nella roccia, cascate che sembrano sfiorarti dai finestrini. E poi c’è Kalavryta, che secondo me merita di essere vissuta con calma – e non solo come punto di partenza. 

Noi siamo arrivati in tarda mattinata e abbiamo avuto ore preziose per esplorarla, pranzare, camminare tra i vicoli, fermarci sotto il platano della piazza, e tentare (ahimè invano, quel giorno) di visitare il Museo dell’Olocausto. Tornare indietro nel pomeriggio, con la luce calda che filtrava tra le montagne, è stato il modo perfetto per chiudere questa escursione. 

Insomma: se state cercando cosa fare nel Peloponneso, inserite questo piccolo viaggio nel viaggio tra Diakoptò e Kalavryta. Ma – fidatevi – fatelo da mare a montagna. E lasciate Diakoptò per il cuore del tardo pomeriggio, magari anche per un tuffo rigenerante.

Orari e biglietti treno a cremagliera

Diakoptò – Kalavryta

Lunedì – DomenicaTrenoPartenza
133009:52
133212:17
133615:07
*Sabato e domenica3334*13:39
3338*16:29

Kalavryta-Diakoptò

Lunedì – DomenicaTrenoPartenza
133111:04
133312:17
133713:37
*Sabato e domenica3335*15:04
3339*18:04

Per acquistare il tuo biglietto CLICCA QUI

!!!ATTENZIONE!!!

A causa di frane che hanno interessato la zona, il servizio è sospeso a tempo indeterminato.

E se sei un amante dei treni storici allora questo articolo fa al caso tuo:

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